Le Vostre opinioni - FORUM ASSOSECCO

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Di seguito è tuttavia disponibile in sola lettura lo storico delle vostre opinioni con il vecchio sistema.

Sono presenti 86 messaggi nella vecchia bacheca. In ogni pagina ne sono visualizzati 15 ordinati per data di inserimento, dall'ultimo al primo. Per sfogliare le varie pagine e visualizzare i messaggi più vecchi utilizzare i link che trovate di seguito e in fondo ad ogni pagina.

 

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Messaggio inserito il: giovedì 14 novembre 2002
alle ore:
09:47

Messaggio inserito da: assosecco

Contenuto del messaggio:

Ci scusiamo per le password della zona riservata, sono in ristrutturazione ancora per qualche tempo.

 



Messaggio inserito il: giovedì 07 novembre 2002
alle ore:
23:42

Messaggio inserito da: Lavanderia Gabri S.a.s.

Contenuto del messaggio:

Come posso sapere la password per accerede all'area riservata ai soci?

 



Messaggio inserito il: lunedì 04 novembre 2002
alle ore:
21:25

Messaggio inserito da: LAVASTIR Zevio (VR)

Contenuto del messaggio:

Mi collego al MARCHIO DI QUALITA' GARANZIA DI UN CORRETTO SERVIZIO. Sono 30 anni che svolgo questa attività di pulitintore e ogni tanto esce qualche collega che reclama un marchio di qualità che secondo me stando cosi le cose non avverrà mai Perchè? Primo perche non abbiamo una formazione professionale scolastica Secondo perche operiamo su tessuti che difficilmente sappiamo riconoscere nelle varie composizioni ,terzo perche abbiamo delle leggi permissive Quarto perche la maggior parte delle etichettature di manutenzione sono FALSE Non è vero che i pulitintori rovinano tutti i capi e la risposta è che da una ricerca commissionata dalla Confartigianato al laboratorio di analisi chimiche LART di Carpi nell'ultimo convegno che si e tenuto a Verona presso L'Istituto dei Salesiani presente anche un delegato del'Assosecco dove a sede la Forlav alla presenza del moderatore di Rai 3 Marrazzo e stato costatato che su 5000 capi esaminati il 95% dei capi danneggiati erano dovuti alla negligente e cattiva informazione delle etichette di manutenzione fornite dai produttori confezionisti.Allora partendo d'allettichettatura vogliamo, esigiamo una legge che obblighi chiunque confeziona un capo di vestiario deve mettere una etichetta veritiera con il nome ed indirizzo del resposabile che qualora in caso di contestazione avallata da analisi di laboratorio si sappia a chi rivolgersi per il pagamento del danno e venga anche condannato penalmente per frode avendo dichiarato il falso, forse il 95% dei danni verrebbero evitati e non dovremmo cercare un marchio di qualità. Vi saluto tutti ed auguro un buon lavoro Leoncino LAVASTIR ZEVIO

 



Messaggio inserito il: lunedì 04 novembre 2002
alle ore:
07:50

Messaggio inserito da: LAVASECCO GRAZIELLA

Contenuto del messaggio:

per il sig. CESARE LOCATI Mi hanno riferito di un suo intervento su rai uno io non l'ho visto, quindi sarebbe cosi cortese di descrivere l' argomento trattato?.... E' possibile per una prossima volta saperlo in anticipo. GRAZIE saluti Graziella

 



Messaggio inserito il: giovedì 31 ottobre 2002
alle ore:
21:59

Messaggio inserito da: Lavanderia Gabri S.a.s.

Contenuto del messaggio:

Buona sera, scrivo per congratularmi con il sig. Cesare Locati per l’intervento di questa mattina su RAI UNO. Cerchiamo di difendere la nostra categoria ben rappresentata da Detergo. Salve.

 



Messaggio inserito il: martedì 29 ottobre 2002
alle ore:
21:51

Messaggio inserito da: Lavanderia Gabri S.a.s.

Contenuto del messaggio:

Salve a tutti…un saluto particolare alla cara collega Fabiana, ho appena ricevuto la copia di Detergo d’ottobre e con uno stato d’animo diverso ho riletto quello che ho scritto un mese fa. Il mio primo obiettivo l’ho gia ottenuto….se ne sta parlando…io ho gettato un sassolino in mare, e con Voi (colleghi) e con l’aiuto di Detergo ( sig. Cesare Locati) cercheremo di “aprire le acque”….Esageriamo!!! Lavoro in lavanderia da solo 6 anni, fortunatamente assistito da mio nonno e adesso da mia madre ma, sono già deluso dalle cose che le persone che mi hanno preceduto hanno fatto….anzi che non hanno fatto. Potremmo parlare per giorni e giorni…incominciando dalle etichette false per poi finire alla cosa che vi è capitata un’ora fa. Io ho incominciato a fare le consegne a domicilio….ho fatto un po’ di gavetta e, quando mi aprivano la porta e dicevano che era arrivato il “lavandaio” mi offendevo. Il nostro lavoro non si limita a togliere la macchia dal capo…noi curiamo la manutenzione del capo nel tempo….certo detto in parole povere potrebbe tradursi in quello che ho detto prima ma, incominciando a gestire la mia lavanderia non credo che sia così. Il nostro non è un lavoro facile; conoscere i tessuti, saperli riconoscere e conoscere i procedimenti di lavaggio non è sempre semplice Per questo motivo ho pensato ad un marchio di qualità…noi non siamo tutelati da nessuno. La mia seconda lettera è stata pubblicata come input…perfetto…ho riletto velocemente i Vs messaggi…abbiamo gli stessi problemi. Cerchiamo di capire se è davvero così difficile affrontare un discorso di qualità. Distinti saluti Misso Maurizio

 



Messaggio inserito il: martedì 29 ottobre 2002
alle ore:
21:08

Messaggio inserito da: lavasecco simona

Contenuto del messaggio:

Buonasera a tutti ,ritorno sul sito piu' utile che ci siaper porvi un altro mio problema:vorrei ampliare la mia attività sul piano del servizio a domicilio ma ahimè,mi mancano sia i liquidi che l'automezzo.qualcuno sa darmi indicazioni su come ottenere un finanziamento agevolato?grazie e buon lavoro simona.

 



Messaggio inserito il: martedì 29 ottobre 2002
alle ore:
09:16

Messaggio inserito da: DA ASSOSECCO

Contenuto del messaggio:

STIAMO LAVORANDO SULLE PASSWORD DELLA ZONA RISERVATA. CI SCUSIAMO PER IL DISTURBO. C.L.

 



Messaggio inserito il: giovedì 24 ottobre 2002
alle ore:
17:55

Messaggio inserito da: Galluzzi & C. snc (GR)

Contenuto del messaggio:

Gentile Fabiana, cari colleghi non metto minimamente in dubbio che ci vorrebbe una seria regolamentazione per l'apertura di nuove lavanderie, ne trarrebbero beneficio sia i clienti che la categoria, ma io parlavo di altro. Il mio pensiero è che nè noi, nè le Associazioni, nè l'Assosecco e neppure una tipografia, come fece alcuni anni fa da noi vendendo il marchio di qualità a 50.000lire, può rilasciare, dare o vendere un marchio di qualità. Ribadisco che esistono Enti preposti al rilascio di certificazioni di qualità, (i vari ISO ecc.) ma penso che abbiano dei parametri così stretti che è molto difficile rientrarvi per chiunque (parlo di lavanderie tradizionali). E' vero, ci potremmo mettere d'accordo inventandoci dei parametri di riferimento, ma questo che valore avrebbe? Che Ente credibile certificherebbe e controllerebbe l'applicazione di queste regole? Correremo solo il rischio di mettere lavanderie di qualità buona al pari di quelle di scarsa qualità, tutte con il solito marchio. Non è possibile quantificare la qualità con poche unità di misura, è una cosa troppo astratta e soggettiva, è una misurazione che può essere effettuata solo da esperti, e gli esperti esistono, ma torno a dire che penso sia una trafila lunga, onerosa e, forse, una meta irraggiungibile. Anche a me dà noia il fatto che operatori del tutto ignoranti in materia di lavaggi si autodefiniscano "lavanderie" come quelle "vere". Il rimedio non è un certificato "falso" a quasi tutti, ma agire a livello politico, tramite le Associazioni di categoria che ora sono adagiate sugli allori, per far approvare una legge che regolamenti l'apertura di nuove lavanderie con esami, licenze e tirocinio. Ultimo pensiero per il Sig. Locati: Il nuovo arrivato bravo e il vecchio operatore incompetente non sono "la regola" bensì "l'eccezione", perciò l'esperienza è di regola una garanzia per qualunque lavoro. Un saluto Antonio

 



Messaggio inserito il: giovedì 24 ottobre 2002
alle ore:
00:30

Messaggio inserito da: Lavasecco Moderno di Fabiana Bianchini (BL)

Contenuto del messaggio:

Caro collega Galluzzi, ho letto proprio oggi la lettera pubblicata su Detergo dal collega Maurizio (che saluto caramente) e ripresa dal sig. Locati nella rubrica "parliamone tra noi" e mi associo volentieri al dibattito. Non capisco come un pulitintore dall'esperienza ultracinquantennale (!!!) sia rimasto stupito dal problema sollevato da Maurizio. Il nostro non è un mestiere facile se lo si vuole svolgere con professionalità e competenza. Ci sono un sacco di cose da sapere: conoscere i tessuti, saperli riconoscere e trattare nelle varie fasi, smacchiare bene e soprattutto senza rovinare, saper stirare a dovere, conoscere i procedimenti di lavaggio applicati ai vari tessuti, lo smaltimento dei rifiuti ecc ecc... Per servire meglio la clientela è doveroso essere preparati al meglio e tenersi sempre aggiornati. Più si conosce e si apprende, più ci si rende conto di quante cose ci sono sempre da sapere. Rimango perplessa quando vedo che *chiunque* può aprire una lavanderia a secco. Uno ha qualche soldino e vuole mettersi in proprio? Si sveglia domattina e può aprire una lavanderia, basta che si metta in contatto con i fornitori, installi i macchinari, faccia l'iscrizione all'albo delle imprese artigiane che preparino tutte le carte...et voilà! Ecco una bella monoprezzo a due passi da casa, che con macchinari all'avanguardia e delle lavoranti nuove di zecca è pronta a portare via tutti i clienti che la lavanderia tradizionale si è fatta anno dopo anno. Ok, siamo in regine di libero mercato, d'accordo, i clienti vanno dove meglio credono, infatti vanno, eccome, alla lavanderia monoprezzo, salvo tornare dopo il primo capo rovinato! E' capitato anche a me. Perchè nel nostro settore si può fare così? Perchè non ci sono delle "licenze" da ottenere come nel caso di altri artigiani, vedi impiantisti, parrucchieri, estetisti? Perchè non si possono stabilire dei parametri "minimi" per uniformare la categoria? E dopo dicono che non siamo professionali.... E' vero che abbiamo iniziato tutti così...tutti si sono fatti la propria esperienza senza scuole o certificazioni. Io sono fortunata ad aver continuato un' attività familiare iniziata nel 1976, ma allora era diverso. Erano molto diversi i tessuti, era molto più semplice il lavoro. Gli obbiettivi segnalati da ASSOSECCO a mio parere potrebbero andare bene, ma manca qualcosa. Una conoscenza approfondita dei tessuti e della loro manutenzione dovrebbe essere un ulteriore punto di controllo. Come fa un bravo pulitintore a fare bene il proprio lavoro se non sa distingure la seta dal poliestere (esempio estremo...)o non sa leggere le etichette di manutenzione?? Credo che anche il collega Maurizio intendesse una cosa di questo genere, ne abbiamo già discusso più volte su www.lavanderie.it. Ma caro Galluzzi, toglimi una curiosità...perchè sei convinto di non passare l'esame della qualità?:-) Ciao a tutti e buon lavoro (e che il dibattito continui..)Ci si vede in fiera. Fabiana

 



Messaggio inserito il: mercoledì 23 ottobre 2002
alle ore:
17:25

Messaggio inserito da: Galluzzi & C. di Galluzzi Ivo e Antonio snc (GR)

Contenuto del messaggio:

Ho sbagliato l'indirizzo E-mail lavanderialast@libero.it

 



Messaggio inserito il: mercoledì 23 ottobre 2002
alle ore:
17:23

Messaggio inserito da: Galluzzi & C. di Galluzzi Ivo e Antonio snc (GR)

Contenuto del messaggio:

Cari colleghi, sono rimasto meravigliato dal dibattito sull'articolo " Marchio di qualità o garanzia di corretto servizio" apparso sul n° 10 di Detergo. Non possiamo inventarci un marchio di qualità poichè esistono già associazioni preposte al rilascio di questo marchio, vedi ISO 9001 ecc. ed ogni palliativo che possiamo tirar fuori farebbe solo ridere. Un marchio di Garanzia, invece, è di possibile attuazione ed io, anzi, in qualità di presidente Confartigianato sez. lavanderie di GR sto lavorando in collaborazione con la CCIAA di GR per questo fine. In questo marchio sono elencati obblighi sia da parte del pulitore che da parte della clientela e le cose più importanti sono: obbligo di rilascio di scontrino ed obbligo per il cliente di riportarlo; rendere il capo al cliente ed obbligo del cliente di ritirarlo entro 4 mesi, pena un sovrapprezzo del 10% al mese; in caso di deterioramento obbligo al risarcimento ed eventuale arbitrato composto da rappresententi degli artigiani, dei consumatori e della CCIAA avvalendosi di periti. Ritornando alla qualità, vi confesso che io, pur pensando di fare un lavoro di qualità avendo esperienza ( lavasecco dal 1950 ) attrezzatura moderna ed in abbondanza, attenzione massima sia all'utilizzo dei prodotti che al loro smaltimento, addirittura essendo "docente" di tecnica di lavanderia presso i corsi di formazione professionale obbligatori per gli apprendisti fatti per la Provincia di GR, penso che NON riuscirei a passare le selezioni per il rilascio di un certificato di qualità rilasciato da un organo competente. Pertanto finisco dicendovi questo: cercate di fare sempre un lavoro di qualità e fatelo certificare giorno per giorno dai vostri clienti, fate un pensiero sul marchi di garanzia al quale vi ho accennato. Se volete chiarimenti sono a disposizione Antonio Galluzzi lavanderialast@liberi.it

 



Messaggio inserito il: lunedì 21 ottobre 2002
alle ore:
20:36

Messaggio inserito da: LAVASTIR Zevio (VR)

Contenuto del messaggio:

Cara collega Fabiana come tu dici nella tua del 12/10/2002 l'interno dei giacconi imbottiti di piuma dovrebbe esserci una stoffa che trattiene le piume e sarebbe anche una bella cosa,se pero vai a vedere l'interno del tessuto vedrai che e spalmato con una resina che non permette lo scarico dell'acqua.Noi laviamo giacconi per diversi confezionisti e vi possiamo assicurare i capi che ci vengono recapitati intendiamoci nuovi puzzano e ripuzzano,a nostro parere e primo il lungo viaggio marittimo secondo la piuma non sterilzzata a dovere se notate tutti i capi vengono dalla cina forse assopiuma dovrebbe intervenire con qualche verifica vi saluto e buon lavoro Leoncino Lavastir Zevio

 



Messaggio inserito il: giovedì 17 ottobre 2002
alle ore:
23:52

Messaggio inserito da: Lavanderia AcquaAzzurra s.a.s. (BO)

Contenuto del messaggio:

In risposta alla Lavanderia Rulani srl (RM). Io sto utilizzando da circa un anno un software della Nibax, il programma si chiama GLAV97. Nel mio caso mi aiutato molto infatti ho potuto sostituire il mio vecchio sistema (che non supportava l'euro)con una spesa accettabile (- di 500 euro). Saluti Marco

 



Messaggio inserito il: giovedì 17 ottobre 2002
alle ore:
15:44

Messaggio inserito da: Lavanderia Rulani srl (RM)

Contenuto del messaggio:

Salve, ho una piccola lavanderia che vorrei informatizzare, qualcuno puo' indicarmi un software semplice e funzionale. Grazie

 



 

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